Sotto questo articolo c’è un modulo per contattarmi. Prima di compilarlo, leggi qui. A molti colleghi tuoi conviene lasciarlo vuoto.
Non chiamarmi se cerchi cinquanta pazienti nuovi entro il mese prossimo. C’è la fila di persone pronte a prometterteli, le trovi ogni giorno nel telefono. Io comincio da un’altra parte: dai pazienti che hai già e che hai smesso di vedere.
Non chiamarmi se vuoi che sistemi il tuo team mentre tu resti uguale. In quattordici anni ho visto studi cambiare in sei mesi e studi restare fermi per sei anni, e la differenza è sempre stata una sola persona. Quella con il nome sulla targa.
Non chiamarmi se ti serve qualcuno che ti dia ragione. Per quello hai già gli amici, i rappresentanti e una parte dei tuoi collaboratori. Io vengo pagato per dirti quello che vedo, e lo dico subito.
Non chiamarmi se le domande semplici ti infastidiscono. Perché al primo incontro io faccio soltanto quelle.
Se sei arrivato fin qui e ti senti ancora tranquillo, allora parliamo di te.
Chiamami se sei bravo nel tuo mestiere e hai la sensazione, precisa e fastidiosa, che lo studio ti restituisca meno di quello che gli dai.
Chiamami se lavori più di dieci anni fa e a fine anno ti resta la stessa cifra, o qualcosa in meno.
Chiamami se in studio c’è una cosa che sai di dover affrontare da tempo, una persona, un collaboratore, un conto, e ogni lunedì la sposti al lunedì dopo.
Chiamami se sei disposto a cambiare una tua abitudine prima di chiedere agli altri di cambiare le loro.
Ecco cosa succede quando chiami. Ti faccio tre domande.
Come si svolge, da te, una prima visita. Dal momento in cui il paziente entra a quello in cui esce, passo per passo.
Come funziona la presentazione dei piani di cura. Chi la fa, dove, con quali parole, e che cosa succede dopo che il paziente ha detto “ci penso”.
Quanti pazienti hai. Il numero vero, quelli che frequentano lo studio oggi, distinto dai nomi che riempiono l’archivio.
Poi ne faccio una quarta, e di solito è lì che cala il silenzio.
Sai quanto dovrai incassare nei prossimi mesi dai piani di cura che i tuoi pazienti hanno già accettato?
La cifra è già nel tuo studio. È lavoro firmato, soldi tuoi, già decisi. Quasi nessuno dei professionisti che incontro la conosce, e chi la scopre per la prima volta resta a guardarla per un po’, perché cambia il modo in cui vede i mesi che ha davanti.
Dalle tue quattro risposte capisco a che punto sei, e te lo dico con chiarezza. Ti dico anche se posso esserti utile. Capita che la risposta sia: il tuo studio sta bene, tieniti i soldi e continua così. Quando succede, lo dico.
In ogni caso da quel confronto esci sapendo dove ti trovi, detto da qualcuno che ha visto da dentro più studi di quanti tu ne vedrai in tutta la carriera.
Lavoro con pochi studi alla volta, perché in ognuno ci entro di persona.
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